mercoledì, ottobre 28, 2009

X SIMPOSIO INTERNAZIONALE SU SAN GIUSEPPE


Ogni quattro anni – ormai è un appuntamento sempre più consolidato – si tiene il Simposio internazionale su san Giuseppe. Cominciando dal 1970 a Roma, si è giunti alla decima edizione. Il precedente si è svolto in Germania a Kevelaer, il prossimo si terrà nel 2013 in Messico a Guadalajara. Analogamente ai congressi mariologici, ci sono dunque anche quelli di Josefologia. Quest’anno è stato realizzato a Kalisz in Polonia dal 27 settembre al 4 ottobre 2009. Nella cornice di una città polacca tra le più antiche, presso il santuario di san Giuseppe più noto in quella nazione, accolto presso il seminario diocesano, si è aperto il congresso con una solenne celebrazione e l’inaugurazione del nuovo centro “jozefologiczne” davanti al quale è stata collocata un’imponente statua del nostro santo. Condottoda tale centro e promosso dai vari centri studi giuseppini nel mondo, relatori ed esperti sono arrivati da Italia, Spagna, Francia, Germania, Polonia, Messico, Stati Uniti, Canada, Cile, Salvador, Angola, India…
Un consistente spazio è stato dedicato ogni giorno alla preghiera e alle concelebrazioni eucaristiche in santuario, presiedute da vari vescovi. Si è creata un’atmosfera straordinaria di solennità, devozione e raccoglimento. Indovinato l’affidamento quotidiano davanti al venerato quadro di san Giuseppe e della Santa Famiglia delle diverse categorie (suore, sacerdoti, confraternite,associazioni e lavoratori, sposi e figli, seminaristi e giovani). Anche il dono delle reliquie del beato fratel Andrea di Montreal e dei genitori Martin di santa Teresina è stato significativo. In due serate si sono esibiti due concerti ; l’inno composto per l’occasione ha accompagnato i lavori con la sua dolce musica ed il ritornello: “anche a noi basta una parola nel sogno, anche a noi un angelo il cuore risveglia, solo restaci accanto,Giuseppe santo, dopo Maria il più umile degli uomini”.
Guidato da p. Andrea Laton, il simposio si è svolto in due sessioni scientifiche giornaliere, con un’intensa carrellata di una sessantina di relazioni nelle varie lingue, di cui alcune in traduzione simultanea. Il primo intervento è stato quello di Giovanni Paolo II, in video, col suo discorso nella storica visita a Kalisz nel 1997, in cui ha sottolineato l’importanza di san Giuseppe e del suo santuario, ha rivelato di pregare ogni giorno il santo prima e dopo la Messa, ha invitato a difendere come lui la vita fin dal concepimento. Relazione di apertura è stata quella del noto studioso giuseppino p. Tarcisio Stramare “a vent’anni dalla Redemptoris Custos”, esortazione apostolica che rimane pietra miliare della josefologia. Il tema generale del Simposio riprende infatti il titolo dell’ultimo capitolo di questa lettera pontificia: San Giuseppe “patrono dellaChiesa del nostro tempo”. S. E. Zygmunt Zymoswski dal Vaticano è intervenuto su san Giuseppe “negli scritti e nella vita di Benedetto XVI”. Tra le altre relazioni segnaliamo: suor Regina Kolinko (“modello di vita spirituale e patrono per le persone consacrate”), suor Dolores Siuta (“uomo dell’ottimismo cristiano e della gioia evangelica”), p. Giuseppe Piccinno (“il patrocinio di san Giuseppe nella storia del culto cristiano”), p. Gabriel Rodriguez (nella storia e nella poesia), p. Enrique Llamas (teologia e patrocinio), Krysztof Konecki (“nella riforma del concilio Vaticano II”), p. Guglielmo Spirito (“nell’Ordine dei FratiMinori Convemntuali”), Wojciech Hanc (“la dimensione ecumenica del culto di san Giuseppe alla luce dei dialoghi tra le confessioni”), p. José de Jesus Maria (nella storiografia), Daniel Picot (nelle apparizioni)…
Anche il Centro studi dei Giuseppini del Murialdo è stato presente con le relazioni di p. Angelo Catapano (“san Giuseppe nelle rappresentazioni cine-televisive del nostro tempo”), p. Pedro Olea (“evangelio morisco de Bernabé”), Luis Fernandez (nel dibattito esegetico), Stefania Colafranceschi (patrocinio, intercessione e gloria, attraverso l’iconografia devozionale in Italia), Salvatore Fischetti (“di madre in figlia: aspetti della ritualità devozionale nella Puglia meridionale”); p. Gianfranco Verri ha inviato il suo contributo (“il patrocinio di san Giuseppe negli scritti del Servo di dio don Eugenio Reffo”).
Il pellegrinaggio al santuario mariano di Lichen, imponente ed elegante, e l’escursione al termine del congresso, con tappe a Czestochowa (Madonna di Jasna Gora), Auschwitz(campo di concentramento), Wadowice (terra natale di Karl Wojtyla), Cracovia (santuario carmelitano di san Giuseppe e nuovo santuario della Divina Misericordia) e Varsavia, hanno coronato il congresso di ulteriori apporti.
Nel messaggio finale del Simposio si è lanciato l’impegno di chiedere alle conferenze episcopali nazionali che introducano in tutte le preghiere eucaristiche il nome di san Giuseppe, aggiungendo dopo Maria la dizione “con san Giuseppe suo sposo”, secondo quanto stabilito a suo tempo da Giovanni XXIII. Onorarlo nella Messa ed invocare la sua intercessione, da parte dei fedeli, è il minimo che si può fare per non dimenticare il Custode del Redentore e riconoscere anche oggi - ogni giorno e in tutto il mondo - che san Giuseppe è “patrono della Chiesa del nostro tempo”. Sappiamo bene che davanti alle sfide odierne è quanto mai opportuno.

Angelo Catapano

domenica, settembre 20, 2009

SIMPOSIO INTERNAZIONALE

NIEDZIELA / DOMENICA
27. 09. 2009

Sanktuarium Świętego Józefa Kaliskiego
Santuario Di San Giuseppe Di Kalisz

Plac Św. Józefa 7 / Piazza S. Giuseppe, 7

16.00 – Inauguracja X Międzynarodowego Kongresu Józefologicznego / Inaugurazione X.mo Congresso Internazionale

Przedstawienie i powitanie uczestników Kongresu:
Presentazione e saluto dei partecipanti al Congrresso:

Ks. dr Andrzej Latoń, prezes Polskiego Studium Józefologicznego

Złożenie relikwii Błogosławionego Brata Andrzeja z Kanady Cosegna dei reliqui del beato fr. andrea da canada

Słowo Daniela Picot, Centrum Józefologiczne w Montrealu
Parola di Daniel Picot, Centro di S. Giuseppe in Montreal

Hymn Kongresu / Inno del Congresso


EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza e omelia: J. E. Ks. Bp / S.E. Mons. Stanisław Napierała, Biskup Kaliski / Vescovo di Kalisz

Śpiew/ Canto:

Chór Chłopięco–Męski Bazyliki Kaliskiej – Marek Łakomy
Towarzystwo Śpiewacze Lira. Św. Gotard, Kalisz – Józef Czerniak
Chór Radość, Gorzyce Wielkie – Stanisław Furmanek

Centrum Józefologiczne / Centro di s. Giuseppe
ul. Złota 144

18.00 – Poświęcenie nowego budynku „Centrum Józefologicznego”
Benedizione del nuovo edificio „Centrum Józefologiczne”

Wyższe Seminarium Duchowne / Seminario Maggiore
ul. Złota 144

19.00 – Agapa

PONIEDZIAŁEK / LUNEDÌ
28. 09. 2009

Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi
9.00 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:
Ks. Prof. Wojciech Hanc

1. Święty Józef – Patron na nasze czasy. Kaliskie przesłanie Jana Pawła II / San Giuseppe – patrono per i nostri tempi. Il messaggio di Giovanni Paolo II dal Santuario di Kalisz

2. O. Tarcisio Stramare, Italy, A vent’anni dalla “Redemptoris custos” / Po dwudziestu latach od “Redemptoris Custos”

3. Ks. Abp / S.E. Zygmunt Zimowski, Vaticano, Św. Józef w twórczości i życiu Benedykta XVI / San Giuseppe nei scritti e nella vita di Benedetto XVI°

4. Jakub Tomalak – kompozytor Hymnu 10. Międzynarodowego Kongresu Józefologicznego, Prezentacja teledysku "Rozmowa ze świętym Józefem" / Compositore dell'inno del X Congresso Internazionale di Iosephologia, La Presentazione del CD intitolato "Il Colloquio con San Giuseppe".


Sanktuarium / Santuario

11.00 – Konferencja józefologiczna / Confrenza su S.Giuseppe: Ks. / Don Daniel Foucher, Francja

12.00 EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:
Ks. Abp / S.E. Zygmunt Zimowski


Zawierzenie Sióstr Zakonnych Świętemu Józefowi
Affidamento delle Suore a S. Giuseppe

Śpiew / Canto: Chór Sióstr Świętego Józefa – S. Efraima

15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:
O. Prof. Tarcisio Stramare

1. Mons. Roberto Balmori Cinta, MJ, Mexico, El patrocinio de san José en la vida religiosa / Patronat św. Józefa w życiu zakonnym

2. S. Regina Kolinko, Poland,

3. P. Johannes Stöhr, Germany, Der hl. Josef und das Miteinander von tätigem und beschaulichem Leben / Święty Józef – życie zarazem czynne i kontemplacyjne

4. P. Alfredo Monreal Sotelo, Mexico, Marco histórico y devoción a san José en Zapotlán, el Grande, Jalisco, Méx. / Historyczny przykład i nabożeństwo do św. Józefa w Zapotlán, el Grande, Jalisco, Meksyk

5. S. Dolores Siuta, CSSJ, Poland, Święty Józef człowiekiem optymizmu chrześcijańskiego i ewangelicznej radości / San Giuseppe – uomo dell’ottimismo cristiano e della gioia evangelica


19.30 – Koncert Reprezentacyjnego Zespołu Artystycznego Wojska Polskiego / Concerto del Gruppo Artistico dell’Esercito Polacco


WTOREK / MARTEDÌ
29. 09. 2009

Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi

Centrum Józefologiczne / Centro di s. Giuseppe

9.00 – Sesje naukowe / Sessioni scietifiche

Sekcja I [Tłum. na język polski / Traduz. in polacco
Aula parter / Aula piano terra
Animator: Ks. dr Zbigniew Cieślak

1. P. Piccinno Giuseppe, Italy, Il patrocinio di San Giuseppe nella storia del culto cristiano / Opieka Świętego Józefa w historii kultu chrześcijańskiego

2. P. Angelo Catapano, CSJ, Italy, San Giuseppe nelle rappresentazioni cine-televisive del nostro tempo / Św. Józef we współczesnej produkcji kinematograficznej i telewizyjnej

3. P. Gianfranco Verri, CSJ, Italy, Il patrocinio di san Giuseppe negli scritti del Servo di Dio don Eugenio Reffo / Opieka św. Józefa w pismach Sługi Bożego ks. Eugeniusza Reffo

4. P. Ignacio Soler, Spain, La educación de Jesucristo / Wychowanie Jezusa Chrystusa


Sekcja II [jęz. hiszpański/spagnolo] Aula II p. / Aula II piano
Animator: Ks. dr Jarosław Jasianek

1. P. Gabriel Rodríguez Celis, MJ, Chile, El Patrono de la Iglesia a lo largo de la historia y la poesía /Patron Kościoła poprzez historię i poezję

2. P. Fernando Díaz Oliva, MJ, Mexico, San José es el Primer Misionero ‘Ad gentes’, llevando a Jesús y a María a tierras paganas / Święty Józef jest Pierwszym Misjonarzem “Ad gentes”, przynoszącym Jezusa i Maryję pogańskim ziemiom

3. P. José Humberto Juárez Villeda, Mexico, La sagrada compañía de san José, breve recorrido histórico en el magisterio y devoción de la Iglesia / Święte towarzystwo św. Józefa, krótki rys historyczny w nauczaniu i pobożności Kościoła

4. P. Tomás Gerardo Bravo Zamora, MJ, Mexico, San José, patrono del educador de hoy / Święty Józef patronem współczesnego wychowawcy


Sanktuarium / Santuario

11.00 – Świadectwo / Testimonianza:
O. Joseph-Marie Verlinde, Francja

12.00 – EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Preisdenza ed omelia:
Ks. Bp / S. E. Marek Jędraszewski


Zawierzenie Kapłanów Świętemu Józefowi
Affidamento dei Sacerdoti a S. Giuseppe


Seminarium / Seminario

15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / presidente della sessione:
P. José de Jesús María, OCD, Spain

1. P. Enrique Llamas, OCD, Spain, Teología y patrocinio de san José en la Iglesia / Teologia i opieka św. Józefa w Kościele

2. Ks. Krzysztof Konecki, Poland, Św. Józef w reformie liturgicznej Soboru Watykańskiego II / San Giuseppe nella riforma del Concilio Vaticano II

3. P. German Rovira, Germany, Der hl. Josef, Schutzpatron der Arbeit / Św. Józef – Patron pracy i pracowników

4. Hno. Miguel Angel Aguilar Manríquez, MJ, Mexico, Exigencias éticas del patronato de san José / Etyczne implikacje opieki św. Józefa

5. P. Ambrosio García Moreno, MJ, Mexico, San José en Aparecida (V Conferencia del Episcopado Americano) / Św. Józef w Aparecida (V Konferencja Episkopatu Latynoamerykańskiego)



ŚRODA / MERCOLEDÌ
30. 09. 2009


Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi
Centrum Józefologiczne / Centro di S. Giuseppe

9.00 – Sesje naukowe / Sessioni scientifiche

Sekcja I [Tłum. jęz. pol. i włoski / Traduz. in polacco e italiano]
Aula parter / Aula piano terra

Animator: Ks. dr Zbigniew Cieślak


1. P. Matthew Spencer, o.s.j., USA, St. Joseph in Chant: Some Features of the Twentieth Century Repertoire of Chants for St. Joseph / Św. Józef w chorale gregoriańskim: niektóre cechy repertuaru chorałowego z dwudziestego wieku ku czci św. Józefa

2. Ks. Lucjan Balter, Św. Józef jako człowiek głębokiej wiary i wzór zawierzenia Bogu (niepokoje Józefa)

3. P. Guglielmo Spirito, OFM Conv., Argentina/Italy, Il Patrocinio di San Giuseppe sull’Ordine dei Frati Minori Conventuali / Opieka św. Józefa u Braci Mniejszych Konwentualnych

4. Carolyn C. Wilson, USA, Sanctus Joseph Nutritor Domini: A Triptych Attributed to Jan Gossaert Considered as Evidence of Early Hapsburg Embrace of St. Joseph’s Cult / Sanctus Joseph Nutritor Domini: Tryptyk przypisany Janowi Gossaertowi rozpatrywany jako wczesny dowód kultu św. Józefa podjętego przez ród Habsburgów


Sekcja II [język hiszpański / spagnolo]
Aula II p./ Aula II piano
Animator: Ks. dr Jarosław Jasianek

1. P. Enrique Patron Apreza, MJ, Mexico, Los Colegios Josefinos bajo la protección de san José / Kolegia Józefickie pod opieką Świętego Józefa

2. P. José de la Luz García Espejel, MJ, Mexico, Patrono de México hoy / Patron Meksyku dzisiaj

3. P. Pedro Olea, CSI, Italy, La figura de San José en el “Evangelio Morisco de Bernabe” / Postać św. Józefa w “Evangelio Morisco de Bernabe”

4. P. Luis Fernández de Eribe Zulueta, CSJ, Spain, San José en el debate exegético / Święty Józef w debacie egzegetycznej








Sanktuarium / Santuario

11.00 – Świadectwo / Testimonianza:
O. Joseph-Marie Verlinde, Francja

12.00 – EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:
Ks. Abp / S. E. Stanisław Gądecki

Zawierzenie Bractw, stowarzyszeń i ludzi pracy Świętemu Józefowi
Affidamento di Fraternite, Associazioni e Mondo di Lavoro a S. Giuseppe



Seminarium / Seminario

15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:
O. Prof. Enrique Llamas

1. Ks. Wojciech Hanc, Poland, Ekumeniczny wymiar świętojózefowego kultu w świetle międzywyznaniowych dialogów doktrynalnych / La dimensione ecumenica del culto di San Giuseppe alla luce dei dialoghi dottrinali tra le confessioni

2. Archim. Sergiusz Gajek, SEOD, (Bielorussia), Józef Sprawiedliwy w doświadczeniu pastoralnym Białoruskiej Cerkwi Greckokatolickiej (dziś) / Giuseppe il Giusto – nell’esperienza pastorale della Chiesa Greco-Cattolica Bielorussa (oggi) +
O. Aliaksandr Audzeyuk, (Germany/Bielorussia), Niektóre ikony Józefa Sprawiedliwego w Kościołach (katolickich) tradycji bizantyjskiej / Alcune icone di San Giuseppe il Giusto nelle Chiese cattoliche di rito bizantino

3. Christian-Michel Doublier-Villette, France, Saint Joseph du Saint-Sauveur, "l'homme de la situation" hier comme aujourd'hui, notre protecteur, aujourd'hui comme hier / Święty Józef Świętego Zbawiciela, "człowiek jakiego trzeba" tak wczoraj jak i dzisiaj, nasz opiekun, dzisiaj jak i wczoraj

4. Stefania Colafranceschi, Italy, Patrocinio, intercessione e gloria. Caratteri del patrocinio celeste di san Giuseppe attraverso l’iconografia devozionale in Italia / Patronat, wstawiennictwo i chwała. Charakter niebieskiej opieki św. Józefa we włoskiej ikonografii pobożnościowej

5. P. Albert Perrier, France, La figure de saint Joseph à travers statues et vitraux contemporains / Postać św. Józefa poprzez figury i witraże w sztuce współczesnej





CZWARTEK / GIOVEDÌ
1. 10. 2009


DZIEŃ WOLNY OD OBRAD / GIORNO LIBERO


Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi





8.45 – Pielgrzymka do Sanktuarium w Licheniu /
Pellegrinaggio al santuario in licheń

13.00 – Obiad / Pranzo

14.00 – Powrót do Kalisza / Ritorno a Kalisz





Sanktuarium / Santuario

17.30 – Konferencja / Conferenza:
O. Joseph-Marie Verlinde, Francja

Złożenie relikwii Błogosławionych Zelii i Ludwika Martin, rodziców św. Teresy od Dzieciątka Jezus /
Consegna delle Reliquie dei Beati Zelia e Ludovico Martin, Genitori di S. Teresa da Gesu’ Bambino

Słowo Kustosza Bazyliki z Lisieux – Ks. Prał. Lagoutte / Parola del Custode della Basilica di Lisieux – Mons. Lagoutte

18.30 – EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:
Ks. Bp / S. E. Stanisław Stefanek

Zawierzenie małżeństw, rodzin i dzieci Św. Józefowi
Affidamento degli Sposi e Figli a S. Giuseppe

Śpiew / Canto: Chór Katedralny / Coro della Cattedrale Canticum z Kalisza – Krzysztof Niegowski

20.00 – Agapa



PIĄTEK / VENERDÌ
2. 10. 2009


Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi
Centrum Józefologiczne / Centro di S. Giuseppe

9.00 – Sesje naukowe / Sessioni scientifiche

Sekcja I [Tłum. na język polski / Traduz. in polacco]
Aula parter / Aula piano terra
Animator: Ks. dr Jan Grzeszczak

1. Annarosa Dordoni, Italy, Un protettore per la “nostra infelicissima città”. Note sul culto giuseppino a Bergamo nel Cinquecento / Obrońca „naszego doświadczanego miasta”. Uwagi na temat kultu św. Józefa w XV-wiecznym Bergamo

2. Salvatore Fischetti, Italy, Di madre in figlia: aspetti della ritualità devozionale per san Giuseppe nella Puglia meridionale /
Z matki na córkę: aspekty pobożnościowego rytuału ku czci św. Józefa w południowej Apuli

3. Patrick Verlinden, France, « Joseph » - Protecteurs du Corps de Jésus / « Józef » - Opiekunowie Ciała Jezusa

4. O. Aleksander Jacyniak, SJ, Poland, Święty Józef, patron dobrej śmierci / San Giuseppe, patrono della buona morte

Sekcja II [Tłum. na język polski / Traduz. in polacco]
Aula I p./ Aula II piano
Animator: Ks. dr Jarosław Jasianek

1. P. Pedro de la Noi, Chile, San Jose patrono de la Iglesia, hoy a la luz de la filosofia y de los padres de la Iglesia / Św. Józef jako opiekun Kościoła w świetle filozofii i Ojców Kościoła

2. P. José de Jesús María, OCD, Spain, El patrocinio de san José en la historiografía / Opieka św. Józefa w historiografii

3. Mons. Hermenegildo Ramírez Sánchez, MJ, Mexico, El fundamento teológico del patronato de san José / Teologiczne podstawy opieki św. Józefa

4. P. Joaquín Ferrer Arellano, Spain, Los tres corazones unidos de Jesús, María y José, la trinidad de la tierra, imagen perfecta de la Trinidad del Cielo y camino de retorno savífico al Corazón del Padre / Trzy zjednoczone serca: Jezusa, Maryi i Józefa, trójca ziemska, doskonały obraz Trójcy Niebieskiej i zbawczej drogi powrotu do Serca Ojca


Sanktuarium / Santuario

11.00 Świadectwo / Testimonianza:
O. Joseph-Marie Verlinde, Francja

12.00 EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:
Ks. Bp / S. E. Wiesław Mering

Zawierzenie seminarzystów Świętemu Józefowi
Affidamento dei Seminaristi a S. Giuseppe


Seminarium / Seminario

15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:
P. Ambrosio García Moreno

1. P. Joseph-Marie Verlinde, France, Saint Joseph – Patron pour notre temps / Święty Józef – patron na nasze czasy

2. Daniel Picot, Canada, Récits d’apparitions de saint Joseph : un Protecteur puissant à l’œuvre dans l’Église et le monde / Opowiadania o objawieniach św. Józefa: potężny Obrońca działający w Kościele i świecie

3. P. Luiz Roberto Teixeira Di Lascio, Brazil, San José – Patrón de nuestro tiempo / Święty Józef – Patron na nasze czasy

4. P. Larry Toschi, o.s.j., USA, The Mystery of the Circumcision and Naming of Jesus / Misterium Obrzezania i nadania imienia Jezusowi

5. P. Yannick Bonnet, France, St Joseph, modèle du chef de famille, protecteur / Św. Józef – wzór głowy rodziny i opiekuna




SOBOTA / SABATO
3. 10. 2009

Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi

9.00 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:
O. Larry Toschi

1. P. Daniel Foucher, France, La paternité de Joseph indispensable pour structurer l’équilibre humain de Jésus / Ojcostwo Józefa jako niezbędny czynnik w procesie kształtowania ludzkiej dojrzałości Jezusa

2. Mons. Peter von Steinitz, Germany, Der Hl. Josef - Vorbild für die Jugend von heute? / Święty Józef – wzór dla dzisiejszej młodzieży?

3. Gilles de Christen, France, Le mystère d’enveloppement et le mystère du cœur accordé de Joseph (cf. Luc 1,27) / Tajemnica opieki i tajemnica oddanego serca Józefa (por. Łk 1,27)

4. Christian Gaumy (France), "St Joseph le très oublié dans la musique classique occidentale contemporaine" (illustrations musicales) / Św. Józef – wielki nieobecny we współczesnej muzyce klasycznej na Zachodzie (ilustracje muzyczne)


Sanktuarium / Santuario

11.00 Świadectwo / Testimonianza:
O. Joseph-Marie Verlinde, Francja

12.00 EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:
Ks. Bp / S. E. Teofil Wilski

Zawierzenie młodzieży Świętemu Józefowi
Affidamento dei Giovani a S. Giuseppe

Śpiew / Canto: Chór Duszpasterstwa Akademickiego z Kalisza Coro Studentesco di Kalisz – Jakub Tomalak


15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica
Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:
P. Gabriel Rodríguez Celis, MJ, Chile / Salvador

1. Marie-José Bénéjam-Bontems, France, La font Saint Joseph du Bessillon / Źródło Święty Józef z Bessillon

2. P. Félix Ochayta, Spain, La figura y misión de san José en la vida y escritos de santa Edith Stein / Postać i misja św. Józefa w życiu i pismach św. Edyty Stein

3. Sandra de Arriba, Spain, Custodio del Redentor e iconografía / Opiekun Odkupiciela w ikonografii

4. S. Adriana Amparo López Cruz, HHJ, Angola, San José en Angola / Św. Józef w Angoli

5. Ks. Jan Przybyłowski, Poland, Św. Józef – ewangeliczny świadek Jezusa Chrystusa / San Giuseppe - l'evangelico testimone di Gesù Cristo

19.30 – Koncert symfoniczny / Concerto sinfonico





NIEDZIELA / DOMENICA
4. 10. 2009

Seminarium / Seminario

7.30 – Jutrznia / Lodi
Ratusz
10.00 – Wizyta u Prezydenta Miasta / Visita dal Sindaco della Città


Sanktuarium / Santuario

11.00 – Zakończenie X Kongresu Józefologicznego /
Chiusura del X.mo Congresso

EUCHARYSTIA / EUCARISTIA

Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:
Ks. Abp / S. E. Józef Kowalczyk, Nuncjusz / Nunzio Ap.
in Polonia

Śpiew / Canto:
Chór Chłopięco-Męski Bazyliki Kaliskiej z Kalisza -
Marek Łakomy

Młodzieżowy Chór Katedry Kaliskiej Cantate Deo – Katarzyna Kubera

Chór Konkatedralny p.w. św. Grzegorza z Ostrowa Wlkp. – Magdalena Nowicka


16.00 – Początek pielgrzymki: Jasna Góra – Oświęcim – Wadowice – Kraków /
Pellegrinaggio: Czestochowa – Auschwitz – Wadowice - Cracovia

martedì, agosto 18, 2009

SENZA DIRE UNA PAROLA


Fa simpatia questo volumetto sottotitolato: “Giuseppe di Nazareth, padre di Gesù”. L’autore accompagna il lettore ad entrare con arguta intelligenza nell’avventura di san Giuseppe, come in un romanzo dove gli eventi che si susseguono ti portano a scoprire la bellezza e la grandezza del personaggio. Veramente all’inizio pare non accorgersene neanche lui della singolarità e dell’importanza della sua storia. L’originale angolo di visuale del racconto ce lo presenta appena arrivato all’altra Vita, accolto nel Limbo “nel seno di Abramo”, mentre tutti gli domandano notizie del Figlio di Dio sceso sulla terra. Giuseppe delude i suoi ascoltatori perché, a parte il prodigio della sua nascita, non gli pare di avere granché da narrare. L’ordinarietà della sua esistenza con Maria e con Gesù, di anni e anni di lavoro e di vita familiare a Nazaret, lascia tutti di stucco… “senza dire una parola”! Sì, la giovinezza, il fidanzamento, l’angoscia, i sogni, il matrimonio, il viaggio a Betlemme, la fuga in Egitto, il ritorno in Galilea, l’episodio dello smarrimento a Gerusalemme… ma poi la vita prosegue fino alla sua morte nella più sconcertante normalità. Ecco però che altri portano gli aggiornamenti di ciò che capita sulla terra. Si riporta un’esclamazione di Gesù, orgoglioso di dichiararsi “figlio del carpentiere” che gli si riferisce: “mio padre era come Dio in terra per me”! Si riporta il fatto dell’inizio della sua missione nella sinagoga di Nazaret e come Gesù si rivela come Messia. A questo punto Giuseppe “pur nella sua disarmante semplicità è ritenuto una delle massime anime”. Le notizie sul Figlio giungono sempre più veloci: la predicazione, i miracoli, la passione e la morte, la discesa agli inferi e la risurrezione. Ora “in Cielo c’è un seggio favoloso preparato per Giuseppe. L’uomo semplice che non si ritiene degno di onori ed attenzioni capisce solo ora di essere stato, in vita, il rappresentante addirittura di Dio Padre per il Messia”. In effetti si rivela davvero uno “strano santo” il nostro, tanto grande eppure così scarso in pubblicità. Non è un capo che fa pesare la sua autorità, è piuttosto un padre di famiglia che non pretende rispetto ma si fa amare. “In lui non si cerca l’autorevolezza del capo, ma l’autorità divina che rappresenta. Gesù e Maria hanno davanti Giuseppe, ma scorgono ed ossequiano l’Eterno”. E’ il santo della provvidenza, a cui ricorrere per ogni necessità, come una volta si andava dall’antico patriarca suo omonimo in Egitto. Molte anime eccelse lo hanno capito nel corso dei secoli: Teresa d’Avila, Bernardino da Siena, Francesco di Sales, Pio IX, Giovanni XXIII… Gesù dichiara il Battista come il più grande e poi aggiunge “ma il più piccolo nel Regno di Dio è più grande di lui”. Possiamo dire che proprio san Giuseppe è “il più piccolo”. Conclude l’autore: “Questa sua qualità lo fece amare in modo speciale dall’Eterno Divin Padre che lo volle suo inimitabile rappresentante in terra. L’Eterno Figlio si compiacque di eleggerlo padre terreno. Il progetto della Redenzione voleva un uomo come lui”.

FRANCESCO DE AGOSTINI, Senza dire una parola, Padova, pp. 120.

domenica, luglio 19, 2009

SAN GIUSEPPE NEL SETTECENTO



All’inizio del Settecento San Giuseppe conta circa 2000 abitanti. Per le accresciute esigenze della popolazione, a sinistra della chiesetta del 1624, dove attualmente c’è il monumento ai caduti, viene costruito un “oratorio”, luogo di preghiera e di riunione della confraternita o Congrega dello Spirito Santo. Istituita nel 1712 dal parroco don Domenico Jovino, impegna gli iscritti in pratiche di pietà e di carità a favore dei vivi e dei defunti. La sua attività continua anche oltre il 1906, quando per l’eruzione del Vesuvio crolla il tetto e la cappella viene distrutta.
Dopo un secolo, la vecchia chiesa parrocchiale del Seicento risulta insufficiente. Il parroco successivo don Ludovico Boccia prende in mano la situazione e con il contributo dei fedeli edifica una nuova chiesa più ampia sul lato attuale di via Roma (nel sito della navata destra dell’odierno santuario). Essendo i due ambienti in posizione adiacente, ne escono fuori come due navate: quella del ‘600 a sinistra più piccola e coperta con travi, quella del ‘700 a destra più grande e lunga, a cui è addossato in fondo un campanile di 30 metri e l’abitazione del parroco. La facciata dà sulla piazza che spesso viene adibita a mercato; il portone d’ingresso è sormontato da un rosone ottagonale e da un timpano con la croce sulla sommità. Si innalza pure una cupola alta 25 metri. Si usufruisce del sotterraneo per le tombe dei sacerdoti e dei defunti.
Nel 1746 il vescovo diocesano mons. Troiano Caracciolo del Sole consacra il nuovo altare maggiore, realizzato in stile barocco con ricchi intarsi di marmo. La porticina del tabernacolo è abbellita da due putti che vi si affacciano. Ai lati due angioletti (grandi quasi un metro) fanno corona sostenendo i candelieri: ora si possono trovare esposti all’ingresso della “sala degli angeli” presso il centro giovanile. Questo altare svolgerà la sua funzione per oltre due secoli, quando verrà sostituito cinquant’anni fa da quello attuale del santuario. La volta è dipinta da Nerfotti con scene della Sacra Famiglia. Gli altari laterali sono quattro, dedicati alla Madonna del Carmine e della Cintura, ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria e a sant’Anna.
Aumentata la popolazione che supera i 6000 abitanti, nel 1775 viene staccata da S. Giuseppe la parrocchia di S. Gennarello e il parroco del tempo don Nicola Volino sobilla i fedeli opponendosi alla decisione, tanto che viene addirittura imprigionato. Nel 1784 il pittore nolano Angelo Mozzillo, che ha lasciato molte opere nelle chiese della zona, esegue la pala dell’altare principale dedicato a san Giuseppe. Vi si raffigura la gloria del Patrono in Paradiso, che presenta il fanciullo Gesù nell’atto di salutare e benedire, viene incoronato alla presenza del Padre Eterno e dello Spirito Santo in forma di colomba, ed è servito dagli angeli che porgono la corona di fiori e portano il bastone fiorito. Non c’è che dire: davvero un soggetto originale e solenne, che gioca sul chiaroscuro e sembra richiamare la maestà delle divinità pagane del mondo classico. E’ una tela pregevole, che oggi si può ammirare sulla parete di fondo dell’abside del santuario, proprio dietro il Trono di san Giuseppe.


Angelo Catapano

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sabato, luglio 04, 2009

SAN GIUSEPPE A BISCEGLIE


Conosciuta piuttosto come “Opera don Uva”, questa chiesa è un Tempio notevole che si vede da lontano e domina col suo campanile elevato il panorama della cittadina di Bisceglie (Bari) che si affaccia sul mare: forse non molti lo sanno, ma è un santuario dedicato a san Giuseppe. Il fondatore, don Pasquale Uva, l’ha “inaugurato” con la sua morte, avvenuta nel 1955. Affascinato dall’opera del Cottolengo, ha ricreato per i diseredati e per i malati mentali dell’Italia meridionale diverse cittadelle della carità, con ospedali psichiatrici, con il nome di “Casa della Divina Provvidenza”. Già dal 1931 proclama san Giuseppe Patrono della sua opera e pensa di edificargli un maestoso santuario nella città natale. C’è chi lo critica per il presunto spreco di risorse economiche occorrenti alla costruzione e sottratte alla cura dei malati da lui raccolti a migliaia. Ma si riconosce che proprio san Giuseppe si fa “provvidenza” per i ricoverati e per lo sviluppo dell’opera. Nel 1937 si pone la prima pietra; il discorso commemorativo viene tenuto dall’arcivescovo di Bari mons. Marcello Mimmi. Diventato in seguito cardinale a Napoli, nel 1955 presenzierà pure alla consacrazione dell’altare maggiore del santuario di S. Giuseppe Vesuviano. I lavori, sospesi durante la guerra, procedono alacremente dal 1948. Lo stile architettonico riprende le linee, severe e solenni, della tipica arte romanica pugliese. La facciata è movimentata dal portale, da due finestre bifore e dal rosone. Accanto a sinistra si erge la torre campanaria a 5 ordini che raggiunge i 55 metri d’altezza. L’interno (di metri 35 x 28,30) è a tre navate in forma di croce. Al centro, ben visibile si eleva l’altare con il baldacchino, come nella tradizione delle antiche basiliche. In fondo all’abside (profonda 14 mt) in una vetrata è raffigurato il Patrono san Giuseppe; a lui è dedicato anche un altare laterale con una pala in mosaico che lo pone in cima a una vetta verso cui si dirigono i santi della carità. Nel 1983 furono realizzate le porte di bronzo dei tre ingressi frontali della basilica, che opportunamente rammentano le sette opere di misericordia corporali e quelle spirituali. Risulta tra le più vaste chiese pugliesi.

sabato, giugno 13, 2009

LA FAMIGLIA DI NAZARET


La spiritualità, che è la strada per la santità, è dono di Dio; dono che Egli fa ad ogni persona, donna o uomo, perché possa realizzare se stessa e compiere la 'missione' che Dio assegna a ciascuno per il bene di tutti.
Tante sono le sfaccettature della spiritualità giuseppina e murialdi­na; molti i valori morali e spirituali che la rendono un 'ca­risma'(= dono) per tutti i cristiani, che si sentono attratti da esso e che in esso trovano il senso dell'esistenza.
Si possono così enumerare: fede assoluta in Dio Amore misericordioso - abbandono filiale alle disposizioni della sua Provvidenza paterna - fiducia nella intercessione di Maria, che Gesù Cristo ci ha donato come madre - devozione eucaristi­ca, come radice, sostegno e modello di vita cristiana...
Ma, forse, si può trovare la sintesi, la ' icona' (= imma­gine viva) della nostra spiritualità nella Famiglia di Naza­ret. Là vissero insieme per trent'anni i personaggi più illu­stri, essenziali della vita cristiana: Gesù, Maria, Giuseppe.
E quale fu lo stile e la sostanza di quella loro esisten­za; sulla quale dobbiamo e possiamo modellare la nostra? La risposta ce la dà il vangelo (il buon annuncio, che dà senso e valore alla vita).

Maria fu la donna, semplice, aperta a Dio, desiderosa so­lo di capire e compiere la volontà di Dio. Ella è completamen­te disponibile; ma non fatalista: vuole capire che cosa l'an­gelo dell'annunciazione le comunica; perciò fa domande. Quando non comprende le parole o le azioni del Figlio; le ripone nel suo cuore, e vi riflette.
E ' ricca di femminilità : di sensibilità, di intuizione e di sollecitudine. Si mette di libera iniziativa in cammino per aiutare la cugina Elisabetta; si attiva per rendere meno disa­gevole la nascita del Figlio; 'fa lieta la sua casa di una limpida gioia' (come canta la liturgia); intuisce i diversi stati d'animo dello sposo e accorre e soccorre con delicatezza e tenerezza femminile, sponsale...
E' la madre; che rispetta il segreto del Figlio e la sua missione universale di salvezza, pur non comprendendo sempre né appieno; ma gli sta accanto nei momenti difficili della vi­ta, fino alla crocifissione, e poi sta maternamente accanto ai suoi discepoli nei primi anni della vita della Chiesa, perché questo le ha chiesto il Figlio...

Giuseppe fu, ed è per sempre nella storia della redenzio­ne, l'uomo 'giusto', che visse nell'adesione personale alla volontà di Dio e nell' osservanza delle leggi del suo popolo:
il popolo dell'Alleanza. L'uomo che era ben consapevole dei propri limiti e della pochezza del suo essere, per questo ha bi­sogno che Dio gli faccia sapere che proprio lui è chiamato ad essere lo sposo della madre di Dio e capo di quella nuova, i­nedita Famiglia.
E’ l’uomo che si assume le sue responsabilità e le affronta con tutta l’energia e le capacità della sua personalità: nella decisione di far nascere Gesù a Betlemme, nella fuga in Egitto e nel ritorno a Nazaret.
E' l'uomo che svolge davvero, con intelletto e cuore di padre, il suo ruolo di educatore del Figlio. Mentre Maria insegna a Gesù a mangiare, a camminare, a tenersi pulito, a parlare; Giuseppe gli insegna a conoscere la storia del suo popolo, a pregare, a lavorare, a capire e amare la gente del suo villaggio...
E' l'uomo che sta accanto a Maria con cuore di sposo: l'accompagna nel suo andare a Betlemme; cerca di alleggerirne i disagi in occasione della nascita di Gesù; la protegge e le dà sicurezza nel tempo dell' esilio e poi durante tutta la permanenza a Nazaret.
E non dimentica mai che egli è a servizio di Gesù e di sua madre, come gli ha fatto intendere Simeone; che è a capo di una famiglia nella quale il centro è il Figlio; che il com­pito più importante spetta alla madre. Sa, e accetta con ri­spetto religioso e riconoscenza, con amore pienamente umano e spirituale, di essere sempre e solo il ' servo di Jahvé'. E quando non serve più, sparisce dalla scena, lasciandola totalmente al Figlio.

Gesù in questa famiglia, per tutto il tempo - lungo una trentina d'anni - è 'soggetto ad essi', sia per le necessità fisiche e materiali, sia per l'educazione civile e religiosa, sia per il lavoro e le relazioni sociali, Ma è sempre anzitut­to fedele al Padre, perché sa di essere stato da Lui 'mandato per fare la sua volontà'.
Per questo si ferma a Gerusalemme all'insaputa dei suoi; per questo afferma pubblicamente: "Mia madre, i miei fratelli e sorelle sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la met­tono in pratica". Egli ama soprattutto il Padre e proprio per questo ama i suoi genitori; e ama tutte le persone, e tiene sempre aperto lo sguardo, il cuore per mettersi a disposizione di ognuno, specialmente dei più deboli e poveri e bisognosi di comprensione e di aiuto. E' fedele fino alla morte alla voca­zione e missione che gli è stata affidata dal Padre.


Aldo Marengo

martedì, giugno 02, 2009

SAN GIUSEPPE LAVORATORE



Nel 1955 il papa Pio XII fissa al primo maggio la festa di san Giuseppe artigiano, come patrono degli operai e di tutti i lavoratori. Oggi per la liturgia è solo memoria facoltativa. Invece è un’ottima occasione per richiamare il senso cristiano del lavoro e guardare al nostro santo.
Pensando alla vita di san Giuseppe, per la maggior parte dei suoi anni lo troviamo nella bottega di Nazaret impegnato nel lavoro quotidiano, senza tirarsi indietro davanti alla fatica. Con le sue mani e con il sudore della fronte, facendo il carpentiere, sostiene la propria famiglia e procura alla sposa e al figlio il necessario per vivere. Va incontro ai bisogni della gente, che in paese e fuori lo chiama per le sue necessità… c’è da costruire, da aggiustare, da incollare, da riparare… Non lavora per arricchirsi, magari disonestamente e a scapito degli sprovveduti, ma è contento della sua povertà. E’ risaputo che Gesù, passando gli anni e diventando un ragazzo, impara nella bottega il mestiere del padre, tant’è che più tardi la gente, vedendo le sue opere, si domanderà: “non è il figlio del carpentiere?”, e più direttamente: “non è costui il carpentiere?”. Vanno insieme a raccogliere la legna, si passano gli arnesi, si aiutano nei lavori pesanti, spazzano e risistemano la bottega, si danno una mano in ogni cosa…
Giuseppe ci si presenta come il modello dei lavoratori. Tanto alto e grande è il compito affidatogli da Dio quanto umile e nascosta è la sua esistenza. Non gli piace farsi sentire e accampar diritti, ma darsi da fare in silenzio e semplicità. Non ambisce successi e non si affanna per i beni del mondo, ma è felice dell’essenziale. “Santifica e nobilita il suo lavoro continuamente indirizzandolo a Dio”. Davvero lavoratore perfetto: “egli che sostentò la sua e la vita di Gesù e di Maria col lavoro delle proprie mani; egli che seppe rimanersene oscuro l’intera vita in una bottega, nell’esercizio di virtù tanto più sublimi quanto più ignorate dagli uomini; egli che nell’arte sua istruì il Creatore del mondo, fatto per amor nostro umile artigianello sotto la disciplina del fabbro di Nazaret”. Giuseppe ci insegna dunque l’amore al lavoro, la sua importanza nel contesto della dignità umana e del progetto divino della creazione. Se ne ricava uno spirito di laboriosità, una coscienza della professione, una fedeltà al dovere, un’attenzione al momento presente da vivere in pienezza. Ben a ragione allora si è dedicata al nostro santo la festa dei lavoratori il primo maggio.
Il lavoro più delicato per Giuseppe rimane però non quello del mestiere, ma quello dell’educatore. Impresa certo non facile e che lo caratterizza più intimamente: è artigiano ed è esempio dei lavoratori, ma è principalmente “custode del redentore” (come lo definisce Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica) e modello degli educatori. A ben guardare proprio nella bottega di Nazaret troviamo l’ispirazione profonda dell’arte educativa. Indubbiamente i padri di famiglia vi si possono rispecchiare, ma anche gli insegnanti e gli istruttori, i responsabili dell’infanzia e dell’adolescenza. Anzi proprio chi non è legato da parentela con l’educando trova in Giuseppe un riferimento assai significativo. Da lui i genitori possono imparare il giusto esercizio di quella paternità a cui nella nostra società spesso si sfugge. A lui possono rifarsi tutti coloro che sono impegnati nel mondo dell’educazione e dell’accoglienza dei minori. Non è fuori luogo affermare che qui si trova il paradigma ideale sia della famiglia che dell’adozione e dell’affido, come pure del compito educativo nel senso più ampio del termine. Si direbbe che c’è da operare una doppia identificazione: noi in Giuseppe e i figli in Gesù. Diciamo pure che agli educatori spetta di fare la parte di Giuseppe e di riconoscere Gesù in coloro che sono affidati alle loro cure. Non a torto il nostro santo viene quindi invocato come “ottimo educatore”.


Angelo Catapano